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Sei qui: HomePubblicazioni del Reparto (n° 44)

LUNGODEGENZA Nome

 Pubblicazioni medico-scientifiche realizzate internamente

 

Non sono quindi presenti le Pubblicazioni realizzate dai Medici Interni esternamente e/o prima dell'Anno 1991. L'elenco, periodicamente aggiornato, viene presentato in ordine decrescente, dal più recente a quello più vecchio.

 

44) Giuliani G.C.

Differenze di Genere nelle Lesioni da Pressione nei Pazienti Anziani Fragili

Riassunto:  Questo personale contributo ha lo scopo di valutare se, anche nell’ambito delle lesioni da pressione, sia possibile individuare differenze cliniche di genere, utili per meglio definire l’approccio diagnostico-preventivo-terapeutico e riabilitativo più appropriato. A tal fine sono state selezionate le cartelle cliniche relative a pazienti portatori di lesioni da pressione fin dal momento del ricovero presso il reparto di Medicina LungoDegenza della Casa di Cura "Villa Iris" in Pianezza (To), cartelle cliniche presenti in un database storico di 5.000 pazienti geriatrici ricoverati dal luglio 2010 al giugno 2016. Si tratta, in particolare, di 1039 pazienti. Di questi, 340 sono maschi e 699 femmine, per un totale di 1.507 lesioni. Analizzeremo i parametri utilizzati per tale indagine, segnalando le iniziali valutazioni sulle differenze tra pazienti già portatori di lesioni e quelli non portatori di lesioni e, successivamente, ricercando le differenze tra maschi e femmine con lesioni.

MEDIC@LIVE MAGAZINE 2017 Maggio9, 04-10 

 

43) Giuliani G.C.

Le nuove frontiere della Terapia. Gli Interventi Assistiti con gli Animali (IAA): uno strumento per la professione medica? 

Intervista-articolo al dr. Giuliani all'interno del Contributo (a firma Patrizia Lalli) sul Torino Medica11, Rivista dell'Ordine dei Medici di Torino

 

42) Barba E. - Giuliani G.C.

Utilizzo delle Terapie Fisiche per il trattamento del Dolore Cronico. Considerazioni Generali ed Osservazioni Personale in una Medicina Post-Acuzie. 

MEDIC@LIVE MAGAZINE 2016 Maggio9, 27-32

Riassunto: Con il termine Terapie fisiche si intendono quei trattamenti sanitari che utilizzano, per scopi curativi, l’energia fisica prodotta da apposite apparecchiature elettromedicali. Tali Terapie rappresentano uno strumento in più, oltre ai farmaci, che il personale sanitario ha per la propria lotta al dolore inutile, specie quello cronico. Malattie osteoarticolari e altre patologie mediche che presentino dolore e infiammazione possono così essere meglio curate, integrando le altre terapie mediche. Nell’ambito del processo di valutazione della appropriatezza e dell’efficacia dei percorsi diagnostico-terapeutici all’interno del reparto di Medicina post-acuzie (o lungodegenza) della Casa di Cura “Villa Iris” di Pianezza (To) si è deciso: - sia di definire le caratteristiche della popolazione costituita dai pazienti che hanno usufruito (anche) di un trattamento di Terapia fisica nel corso della degenza - sia di valutare i risultati ottenuti dalla principale Terapia fisica utilizzata, vale a dire la TENS.  Leggi tutto....

 

41) Giuliani G.C. 

L’Autonomia nell’alimentazione come fattore prognostico favorevole nei pazienti anziani. Considerazioni generali e osservazioni personali relative a pazienti con demenza senile.

MEDIC@LIVE MAGAZINE 2016 Aprile9, 12-23

Riassunto: Nell’assessment globale dell’anziano, l’alimentazione assume un ruolo rilevante stante l’importanza della nutrizione per il mantenimento dello stato di salute e per il recupero da malattie o da interventi chirurgici, soprattutto nella popolazione anziana, in cui situazioni particolari come la depressione o le patologie croniche possono portare ad una diminuita introduzione di nutrienti.  L’invecchiamento comporta diminuzione del metabolismo basale e del fabbisogno energetico giornaliero; modificazione dei compartimenti corporei, con riduzione della massa “magra” (e dell’acqua totale) e aumento della massa “grassa”; riduzione delle capacità di digestione e di assorbimento dei micro nutrienti e perdita di calcio nonché frequente perdita di autonomia negli atti di vita quotidiana compresa, nelle fasi avanzate, nell’alimentazione, cosa che complica e aggrava di per sé lo stesso stato nutrizionale. Leggi tutto....

 

40) Giuliani G.C.

Valutazione MultiDimensionale (VMD) ed Indicatori di Outcome nel Paziente Anziano Fragile: Considerazioni Generali ed Osservazioni Generali 

MEDIC@LIVE MAGAZINE 2016 Marzo9, 15-21

 

39) Giuliani G.C., Palazzi L., Grasso A., Poy P., Dionisio R., Longo M., Sanseverino P. e Brusa A.

Le Infezioni delle Vie Urinarie da Germi MultiResistenti nei Pazienti Anziani Fragili: Evento Avverso e/o Fattore Predittivo? 

Geriatria ExtraOspedaliera10, 12-22

Riassunto: "Quella dell'antibiotico-resistenza rappresenta una delle “emergenze critiche” che da alcuni anni le realtà sanitarie debbono quotidianamente affrontare, tale da causare incrementi dei costi (sanitari ed umani), della durata della degenza nonché frequenti e prevedibili fallimenti terapeutici o comparsa di ulteriori eventi avversi. In questo contributo presentiamo una casistica personale relativa ad un confronto tra le Infezioni MultiResistenti vs Infezioni Non MultiResistenti delle Vie Urinarie in Pazienti Anziani Fragili ricoverati in un Reparto di Medicina PostAcuzie.
Sono stati presi in considerazione Parametri Clinici, di Laboratorio, i Risultati della Valutazione MultiDimensionale, l’evoluzione della degenza nonché la successiva comparsa di eventi avversi. Pur non essendo molto ampia la casistica considerata in questo studio, si evince che la presenza di multiresistenza antibiotica nelle IVU nell’Anziano Fragile e con polipatologia, può essere considerata come elemento, in qualche modo, indicatore di possibili outcome negativi, relativamente all’evoluzione della degenza dei Pazienti, come soprattutto la comparsa di nuove lesioni da pressione oppure il ricorso prolungato al catetere vescicale".

 

38) Giuliani G.C.

Scale di Valutazione del Rischio per Lesioni da Pressione: generalità ed uno studio personale

MEDIC@LIVE MAGAZINE 2015 Ottobre9, 29-34

 

37) Giuliani G.C.

Pet Therapy: dall'Empatia alle Evidenze Scientifiche

MEDIC@LIVE MAGAZINE 2015 Giugno9, 6:19-24

 

36)  Giuliani G.C., Palazzi L., Grasso A., Sanseverino P.

Vitamina D e senescenza: un ruolo da rivalutare.

Nuova Stampa Med. It. 34(3): 23-40, 2014 (Rivista Medico-Scientifica di EUROM, Edizioni Universitarie Romane)

Riassunto. Il ruolo principale della vitamina D è quello di aiutare il calcio a fissarsi alle ossa, ma studi recenti hanno evidenziato come sia in grado di agire in altri distretti quali muscoli, occhi, cuore, polmoni, o sulla proliferazione cellulare, in quanto il recettore è presente dovunque nell’organismo, cervello compreso, facendone ipotizzare una correlazione con le principali patologie degenerative. Con la presente rassegna intendiamo segnalare le attuali conoscenze su tale vitamina e sul suo recettore. Articolo non on-line.

 

35)   Giuliani G.C.

Introduzione alla Pet Therapy

MEDIC@LIVE MAGAZINE9 2015 Marzo; 3: 16-21

 

34) Giuliani G.C., Palazzi L., Longo M., Grasso A., Poy P.,  Bossi R., Brusa A.

Polmoniti vs bpco riacutizzata nell'Anziano Fragile: il ruolo della Disfagia.

Geriatria3  2014 Vol: XXVI; N° 53 Luglio-Agosto 2014 

Abstract: Le polmoniti costituiscono uno degli eventi patologici di maggior pericolo per la salute dei Pazienti anziani. Frequentemente tali infezioni non rappresentano altro che l’evento terminale di una catena di eventi e patologie progressivamente gravi ed invalidanti. Tale loro particolare frequenza e gravità ha fatto sì che negli ultimi anni si comprendesse come i Pazienti con patologie croniche invalidanti trovassero proprio nella polmonite e non più nelle lesioni da decubito le loro principali cause di morte. Tra i suoi principali fattori di rischio si segnala la disfagia, elemento spesso sottovalutato anche per la limitatezza della sua valutazione in ambito ospedaliero. Con questo nostro contributo intendiamo presentare una nostra personale casistica di 50 Pazienti Fragili affetti da polmonite i cui elementi predittivi (clinici, laboratoristici e relativi alla VMD) sono stati confrontati con quelli di Pazienti Fragili affetti da bpco riacutizzata. Numerosi sono risultati essere i fattori significativamente predittivi per la polmonite e tra questi una dei più importanti è proprio risultata essere la disfagia.

 

33)   Palazzi L., Giuliani G.C.:

Infections associated with pressure ulcers. Note 1: general considerations

Acta Vulnologica1\7 2013 December;11(4): 171-182

Abstract: Pressure ulcers (or bed sores) are localised areas of ischemia or tissue necrosis that develop when soft tissue is compressed between a body prominence and an outer surface for a prolonged period of time. The damage may be minimal or it may cause massive destruction of the deep layers, which in its turn may result in increased morbidity and mortality, especially in geriatric patients. If an ulcer is not properly treated, or in subjects suffering from adverse physical, mental or social conditions, severe complications may arise, compromising the healing process or even threatening a patient’s life. Infections are among the most serious complications. In this first note, current knowledge in terms of the aetiology, symptoms, diagnosis and treatment of infections associated with pressure sores is set out.

 

32)   Giuliani G.C., Palazzi L., Grasso A.:

Il ruolo dei Farmaci nell’Incontinenza Urinaria Iatrogena nell’Anziano

Geriatria3  2013 Vol: XXV; N° 5 Settembre/Ottobre 2013 - 1:6

Abstract: L'incontinenza urinaria costituisce una classica sindrome geriatrica ed aumenta con l'avanzare dell'età. Interessa tra il 15% ed il 30% dei soggetti anziani al domicilio e tra il 45% ed il 50% dei soggetti in ambito residenziale; costituendo spesso la conseguenza (diretta o indiretta) di una malattia cuta e della stessa ospedalizzazione. Meno esplorato è il ruolo iatrogeno dei farmaci, frequentemente assunti in gran numero da parte degli Anziani, esponendo questi ultimi a danni riconducibili al numero delle somministrazioni e delle loro interazioni. Popche sono le segnalazioni in Letteratura, anche se deve essere sottolineato come nell'incontinenza urinaria tale ruolo possa prevalentemente costituirne un cofattore e/o un fattore precipitante. Nell'attuale contributo viene esposto lo stato attuale delle conoscenze sulla incontinenza urinaria iatrogena e sui meccanismi fisiopatologici con la quale la stessa si manifesta.

 

31)   Giuliani G.C., Palazzi L., Marangon C., Sanseverino P.:

Valutazione dell’efficacia della Prulifloxacina nelle infezioni delle vie urinarie di Pazienti Geriatrici a rischio, ma non portatori, di lesioni da pressione

Nuova Stampa Med. It.4 33(1): 51-61, 2013

Abstract: In tale lavoro, proseguendone altri personali nello stesso ambito, è stata valutata l'efficacia di un Chinolonico di IV Generazione, relativamente giovane, la Prulifloxacina, anche e soprattutto nei confronti di "antibiotici di prima scelta" appartenenti sia ai Chinolonici che ad altre famiglie di antibiotici nel trattamento di infezioni delle basse vie urinarie in 100 Pazienti Geriatrici "Fragili" a rischio, ma non portatori, di lesioni da pressione. I risultati ottenuto hanno confermato come le IVU di tali Pazienti risultino particolarmente resistenti ai vari trattamenti, riconoscendo sempe nell'Imipenem il farmaco più efficace, soprattutto rispetto ai Chinolonici. Tra questi però si è distinta la Prulifloxacina, che ha mostrato risultati medi nei confronti di Escherichia Coli e di Proteus, mostrandosi però particolarmente efficace nei confronti della Klebsiella (72% di sensibilità), subito dopo l'Imipenem.

 

30)   Giuliani G.C., Palazzi L.:

La Valutazione del Dolore. Sintomi e Valutazioni senza pregiudizi. (Full Test nella Sezione Download)

Assistenza Anziani5 Gennaio-Febbraio 2013

Abstract: Ancora molti sono i pregiudizi sul dolore, sul suo trattamento e sull’opportunità di doverlo valutare e quantificare, specie in ambito geriatrico: la letteratura scientifica è concorde sul come siano proprio le persone anziane quelle che ricevono le minori attenzioni su tale sintomo, soffrendo spesso inutilmente. Il consumo di oppioidi, inoltre, risulta in Italia ancora molto ridotto, talora limitato a poche e specifiche patologie, risultando, inoltre, quasi sempre assente nel trattamento dei Pazienti ultraottantacinquenni, specie se istituzionalizzati. Come noto il dolore è un “sintomo soggettivo”, forse l’unico ad essere tale, ed uno dei più frequenti errori fatti in fase di valutazione e trattamento, è proprio quello di interpretare il dolore altrui quantificandolo sulla base della propria esperienza. Ritornando al dolore nell’Anziano, mai come in questa categoria di soggetti risulta particolarmente valida l’osservazione di Cicely Saunders di come il dolore (specie quello oncologico) sia in realtà costituito da più componenti (sorgente somatica – ansia – depressione – personalità del Paziente – ambiente – famiglia – equipe curante ecc.), risultando simile ad una ameba, che può, con il tempo, modificare qualità e quantità delle proprie componenti. E’ questo il concetto di “dolore totale”, al quale dovrà ispirarsi nell’approccio al dolore ogni Operatore Sanitario, specie quello operante in ambito geriatrico…….leggi tutto (collegamento al pdf nella Sezione Download)

 

29)   Giuliani G.C., Palazzi L.:

La Medicina LungoDegenza: realtà assistenziale o reparto specialistico per le patologie del Paziente Fragile?

I Luoghi della Cura8  2012, Settembre; X (3) 21-29

Abstract: L'attuale realtà sanitaria italiana risulta caratterizzata da una progressiva crescita di richieste di intervento sanitario nell'ambito di una popolazione sempre più anziana, con sempre maggiori comorbilità e portatrice di patologie che sempre più superano la fase acuta per trasformarsi in patologie necessitanti frequenti trattamenti medici di stabilizzazione o di cura per riacutizzazioni e\o complicazioni. Risulta pertanto rilevante approfondire nuovi modelli di assistenza che maggiormente soddisfino le esigenze di questa utenza, anche considerando la progressiva riduzione della potenzialità di assistenza da parte dei familiari\caregivers. L'attivazione dei Reparti di Medicina LungoDegenza (o post-acuzie) si colloca proprio in questa fase di cambiamenti strutturali del sistema sanitario sia a livello nazionale che regionale, rappresentando una diretta conseguenza delle modificazioni derivanti dalla rimodulazione della rete ospedaliera (tendenza alla riduzione dei posti letto con centralizzazione dei reparti di acuzie, riduzione generalizzata della durata della degenza per acuti, tendenza alla progressiva diversificazione specialistica dei posti letto per la funzione di base, finanziamento degli ospedali in base ai DRG) e costituisce una delle possibili opzioni su cui lavorare per ottimizzare le risorse umane ed economiche. Proprio su questi presupposti si fonda l’attività del Reparto di Medicina LungoDegenza della Casa di Cura “Villa Iris” di Pianezza, operante da oltre 20 anni nel panorama della Sanità Piemontese (inaugurazione del 16 Settembre 1991). …….leggi tutto (collegamento al pdf consultabile dalla Home Page)

 

28)   Giuliani G.C.:

Correlation between hospital stay and onset of pressure ulcers: observations on long-term hospital care and the originating department of patients.

Acta Vulnologica1\7 2012 June;10(2): 41-56

Abstract: The incidence and prevalence of pressure sores vary depending on the observed populations, and in particular on the department in which they are hospitalized. A sample of patients hospitalized in a long-term care department was evaluated: 2500 patients have been observed, constituting a group study for which data on several functional and non functional parameters have been collected. The provenience of most patients presenting bed sores was observed in departments where the shelter is justified by a severe acute event (such as hip fractures, stroke, tumor, etc..), i.e. neurology, orthopedic, urology and oncology departments, for which worse scores than acute department and long-term care departments have been observed. These data show important data about the genesis of the lesions and the risk score, as well as the speed with which they form and the severity of the acute event. In the case of chronic patients, the worsening of the lesion is slower and more progressive. In such cases, a higher sensitivity of the service personnel is accompanied by a better management of the problem and more efficient treatment of lesions.

 

27)   Giuliani G.C., Palazzi L., Grasso A.:

Elementi Predittivi Aspecifici del Dolore Cronico in Geriatria: Considerazioni generali ed analisi di 2500 Pazienti Ricoverati in una Medicina LungoDegenza.

Med. Contemp4. 2012; XXIX(1): 5-15

Abstract: Il dolore nell’Anziano raramente riconosce un’unica causa, ma è generalmente il prodotto di multiple patologie croniche, potenzialmente debilitanti, e di non indifferenti fattori psicologici e sociali, che pur non essendo i responsabili dello stimolo nocicettivo, ne possono modulare la percezione e la risposta al dolore. In questa comunicazione sono descritti i risultati della valutazione del ruolo di alcuni elementi predittivi del Dolore Cronico nell’ambito di 2500 Pazienti ricoverati i n regime di Post-Acuzie, definendo così una nuova Popolazione, dotata di peculiari caratteristiche psico-fisiche e di autonomia, quella costituita da affetti da un’ulteriore Patologia: il “Dolore Cronico”

 

26)   Venturi J., Giuliani G.C., Pisa M.G.:

Ausili Occupazionali: Sperimentazione Clinica alle Fonti San Rocco. (Full Test nella Sezione Download)

Assistenza Anziani5 Marzo-Aprile 2012:

Abstract.: Nell’età geriatrica i sintomi che più impattano sullo svolgimento delle attività quotidiane sono il dolore e l’affaticamento e proprio la limitazione della forza fisica, l’allettamento, l’impossibilità di svolgere le abituali attività ed i frequenti episodi di incontinenza sono gli aspetti che maggiormente influiscono nel dare un giudizio negativo al proprio stato. Nell'articolo a seguire, la descrizione di una ricerca clinica in collaborazione tra università, azienda ed rsa. …leggi tutto (collegamento al pdf nella Sezione Download)

 

25)   Giuliani G.C.:

Eventi Avversi: gestione del “rischio clinico” nei Pazienti (Full Test nella Sezione Download)

Assistenza Anziani5 Gennaio-Febbraio 2012: 47-51

Abstract.: Allorquando si discute di pazienti anziani ospedalizzati, risulta facile intuire come numerosi siano i rischi riconducibili alla degenza in ambienti sanitari che mal si addicono alla fragilità degli anziani, rischi che risultano essere direttamente proporzionati proprio alla durata della degenza stessa. Purtroppo negli ultimi anni è in forte crescita la decisione, da parte di numerosi familiari, di delegare la risoluzione delle problematiche assistenziali dei propri anziani alle realtà sanitarie, prolungando, spesso ingiustificatamente, le degenze ospedaliere. …leggi tutto (collegamento al pdf nella Sezione Download)

 

24)   Giuliani G.C., Avalle M., Palazzi L. Cena S.A., Di Paola M., Rogina M., Fiore C.:

Osservazioni preliminari relative ad uno Studio MultiCentrico sulla Depressione in Geriatria (in ambito sanitario ed in ambito assistenziale).

Geriatria3 2010; Suppl. al Vol. XXII; 1: 148

Abstract: l’incidenza dei disturbi come l’ansia e la depressione risulta essere frequente in medicina e nell’ospedale costituendo od accompagnando circa un terzo dei ricoveri in ambienti specialistici, specie nei Pazienti Geriatrici, i quali somano alle problematiche esistenziali e sociali, quelle legate alle malattie in atto, all’ospedalizzazione ed alle terapie praticate. Nel 2008 è stato condotto uno Studio MultiCentrico coinvolgente reparti di lungodegenza post-acuzie e nuclei RSA, per valutare le eventuali caratteristiche (epidemiologiche e non) della depressione dle tono dell’umore nella popolazione anziana esaminata e le eventuali differenze della stessa a seconda del setting esaminato.

 

23)   Giuliani G.C., Palazzi L.:

Assistere Anchise. Una rivista ed una filosofia di assistenza all’Anziano.

Geriatria3 2010; Suppl. al Vol. XXII; 1: 202

Abstract: in questo contributo viene descritta l’esperienza editoriale della Rivista “Assistere Anchise”, definendone gli obiettivi e le peculiarità grafiche e di diffusione.

 

22)   Giuliani G.C., Palazzi L.:

Gli ormoni tiroidei come marcatori predittivi di mortalità in ambito geriatrico. L’esperienza di una Medicina Lungodegenza per post\acuti.

Geriatria3 2010; Suppl. al Vol. XXII; 1: 148

Abstract: L’importanza degli ormoni tiroidei in età geriatrica è da tempo nota, non solo per la loro correlazione con  l’involuzione cerebrale senile ma anche perchè una loro diminuzione risulta un indice prognostico particolarmente sfavorevole nel corso di gravi patologie tipo le cardiopatie e le neoplasie.

 

21)   Giuliani G.C.:

Indicatori di Outcome: Analisi della Valutazione Multidimensionale. (Full Test nella Sezione Download)

Assistenza Anziani5 Maggio-Giugno 2010: 49-53

Abstract: Negli ultimi anni le organizzazioni e gli operatori sanitari hanno cominciato a conoscere ed affrontare termini e tematiche tipo “governo clinico”, “qualità”, “accreditamento”, “evidenze scientifiche” (la famosa “medicina basata sulle evidenze”), “linee guida”, “protocolli”, “indicatori”, “percorsi diagnostico-terapeuti” ed altro. …leggi tutto (collegamento al pdf nella Sezione Download)

 

20)   Giuliani G.C, Palazzi L., Fiore C., Cena S.A., Laska M.E.:

Realizzazione di un Servizio di Psico-oncologia all’interno di una LungoDegenza

Acsa Magazine6 2009 Numero 04\’09

Abstract: La Psico-Oncologia ha acquisito, negli ultimi 20 anni, anche in Italia una precisa identità culturale, scientifica e metodologica definendo più puntualmente gli obiettivi di intervento, le metodologie utilizzate e i modelli organizzativi dei Servizi all’interno dei singoli Ospedali, Pubblici e Privati. Contestualmente, anche la ricerca ha avuto un proprio continuo sviluppo: il numero di articoli di argomenti psico-oncologici è infatti linearmente cresciuto dal 1968 ad oggi sia in senso assoluto, sia in rapporto al numero totale di articoli pubblicati per anno. Tale nostro contributo intende segnalare i primi risultati dell’attivazione di un “Servizio di Psico-Oncologia” (ad impronta geriatrica) all’interno del Nostro Reparto di Medicina LungoDegenza.

 

19)   Giuliani G.C.:

Sensazioni di freddo: quelle ipotermie spesso sottovalutate. (Full Test nella Sezione Download)

Assistenza Anziani5 Giugno-Luglio 2009: 49-52

Abstract: Dire che la maggior parte degli anziani soffre di “frequenti ed immotivate sensazioni di freddo” non rappresenta certo chissà quale sconvolgente scoperta scientifica, se è vero come è vero come questa rappresenti una delle principali lamentele segnalate dai nostri anziani, talora difficile da contestare anche in piena estate, così spesso accompagnata da richieste di ulteriori indumenti da indossare o di precoci rientri in ambienti al coperto considerati più confortevoli.….…leggi tutto (collegamento al pdf nella Sezione Download)

 

18)   Giuliani G.C., Palazzi L., Cena S.A., Marangon C., Sanseverino P., Intorcia P.:

Le Infezioni delle vie urinarie nei Pazienti con lesioni da decubito: osservazioni personali.

Nuova stampa med. it.4 2009: 29 (1): 5-15

Abstract: sono state valutate le differenti caratteristiche delle urocolture in 2 gruppi di Pazienti, il primo costituito da portatori di lesioni da decubito ed il secondo da non portatori di lesioni. I Pazienti decubitati hanno presentato una maggiore incidenza di IVU, provocate da un maggior numero di germi, i quali hanno presentato particolare resistenza agli antibiotici valutati. L’Escherichia Coli è risultata significativamente prevalente nei Pazienti non decubitati, mentre i Poteus e lo Pseudomonas sono risultati significativamente più frequenti nei Pazienti decubitati. Le lesioni sacrali sono collegate ad IVU più sensibili rispetto a quelle presenti nelle altre sedi. La presenza del catetere vescicale fa calare la sensibilità agli antibiotici nei soggetti non decubitati.

 

17)   Giuliani G.C., Pisa M.G., Esposito Inchiostro M.C.:

Ginnastica Mentale. Come “allenare” il cervello nelle residenze. (Full Test nella Sezione Download)

Assistenza Anziani5 Febbraio 2009:

Abstract: “Il cervello è un organo diverso, eterogeneo. diverse parti del cervello si occupano di differenti funzioni mentali, e attività mentali diverse sollecitano parti diverse del cervello. se l’esercizio mentale, l’uso del cervello, stimola la crescita di nuovi neuroni, allora si può ritenere che diverse forme di attività mentale stimoleranno tale crescita in parti diverse del cervello”. (Elkhonon Goldberg, il paradosso della saggezza). ….…leggi tutto (collegamento al pdf nella Sezione Download)

 

16)   Giuliani G.C., Palazzi L., Pavanello M., Pisa M.G.:

Scale di Valutazioni. Lesioni e Rischio, uno studio multicentrico. (Full Test nella Sezione Download)

Assistenza Anziani5 Luglio 2007: 45-49

Abstract: Ogni programma od intervento di prevenzione e cura delle lesioni da decubito (ldd) o da pressione (ldp) ha come primo obiettivo l’identificazione dei soggetti a rischio e che necessitano di specifici interventi preventivi, una volta individuati i relativi fattori di rischio. Il miglior metodo per l’individuazione dei soggetti a rischio, elemento che costituisce la base per la stesura di un piano assistenziale (o sanitario) individualizzato, è quello di analizzare il soggetto attraverso “indici di valutazione” (le famose “scale di valutazione”) ben definiti, precostituiti e validati. ….…leggi tutto (collegamento al pdf nella Sezione Download)

 

15)   Giuliani G.C., Palazzi L., Borsa M.:

La zinchemia nei Pazienti geriatrici ospedalizzati. Osservazioni personali.

Med. Contemp4. 2006; XXIII(2): 55-66

Abstract: e’ stata valutata la Zinchemia in 240 Pazienti Geriatrici ricoverati in Regime di Post-Acuzie e portatori i elevata comorbilità, il che ha permesso la definizione di più sottogruppi di Patologie. La zinchemia è risultata particolarmente diminuita nei soggetti più anziani, in quelli decubitati, in quelli affetti da neoplasie ed insufficienza coronarica acuta e più elevata nei soggetti diabetici. Indifferente il comportamento della zinchemia nelle altre patologie considerate (polmoniti, AOP ecc.). tali dati appaiono conformi con quelli della Letteratura, che presenta però casistiche generalmente meno complesse e più contenute.

 

14)   Giuliani G.C., Barba E., Pisa M.G.:

Terapie Fisiche. L’omeostasi ed il trattamento delle lesioni. (Full Test nella Sezione Download)

Assistenza Anziani5 Agosto-Settembre 2006: 55-59

Abstract: Le lesioni da decubito (o “da pressione”) e le loro evoluzioni temporali rappresentano alcuni degli indicatori universalmente riconosciuti per la valutazione della qualità dell’assistenza medico-infermieristica erogata in regime ospedaliero e non, specie in ambito geriatrico. queste (talora definite, forse impropriamente, “piaghe” o “decubiti”) rappresentano infatti un evento relativamente infrequente, grave per il paziente, potenzialmente prevenibile e legato all’assistenza in generale (in prevalenza, ma non esclusivamente, quella infermieristica) e la loro insorgenza mette seriamente a rischio la sopravvivenza stessa del paziente….…leggi tutto (collegamento al pdf nella Sezione Download)

 

13)   Giuliani G.C., Palazzi L.:

Utilizzo della Valutazione MultiDimensionale, degli Indicatori di Qualità e di alcuni Parametri Ematologici come Variabili Predittive dell’evoluzione a distanza del ricovero.

Geriatria3  2005; Suppl. al Vol. XVII; 1: 284-286

Abstract: La conoscenza dello stato funzionale e di salute di un Anziano ospedalizzato o istituzionalizzato o seguito al domicilio è fondamentale per un’idonea pianificazione degli interventi necessari, che possono essere oltre che sanitari anche sociali o assistenziali in senso lato. I dati della letteratura sottolineano la stretta connessione dello stato funzionale con la mortalità durante il ricovero ospedaliero, con il rischio di istituzionalizzazione e con la mortalità a distanza dalla dimissione. Con la statistica da noi raccolta (1.000 Pazienti) si è valutato il ruolo “predittivo” di alcuni parametri raccolti all’ingresso del Paziente nei confronti dello sviluppo del ricovero stesso.

 

12)   Giuliani G.C.:

Clownterapia in Geriatria: umanizzare si può. (Full Test nella Sezione Download)

Assistenza Anziani5 Maggio 2005: 27-31

Abstract: “Se si cura una patologia o si vince o si perde. Se si cura una persona vi garantisco che si vince, qualunque esito abbia la terapia” (hunter patch adams). Se gli ospedali, ed in generale tutti i “luoghi di cura” moderni, sono mondi caratterizzati dalla sempre maggior predominanza degli aspetti funzionali su quelli architettonici e relazionali, in anni recenti si è manifestata la tendenza a recuperare gli aspetti di umanizzazione di queste strutture, constatando che l'ambiente in cui si è immersi anche temporaneamente (ambiente considerato a 360° in tutti i suoi aspetti), influisce sia sulla "psiche" che sul "soma", soprattutto nei momenti di maggiore precarietà emotiva quale è tipicamente il ricovero ospedaliero…….leggi tutto (collegamento al pdf nella Sezione Download)

 

11)   Giuliani G.C., Borsa M., Palazzi L., Venti C., Cena S. A.:

Il Laboratorio Analisi nelle lesioni da decubito: considerazioni generali ed osservazioni personali.  

Gazz Med Ital Arch Sci Med1 2005;164: 287-299

Abstract:  Il Laboratorio Analisi risulta fondamentale sia per l’individuazione dei soggetti a rischio di piaghe da decubito che per la valutazione della gravità delle stesse, potendone monitorare sia I fattori determinanti, o favorenti, che quelli conseguenti alle lesioni stesse. Sono stati valutati 500 Pazienti e di questi il 21% era portatore di lesioni. Sono stati valutati 21 parametri correlabili alle lesioni. I dati più significativi sono relativi inizialmente al compartimento metabolico-alimentare e, in seguito, a quello ematologico, quindi a quello degli elettroliti e infine a quello infettivo. Viene inoltre confermato il ruolo della albumina, vero marker per tale patologia, che si caratterizza, inizialmente, come vera e propria patologia da malnutrizione.

 

10)   Giuliani G. C., Palazzi L., Venti C., Cena S. A., Valdes B., Barba E., Bracone A., Farina F.:

Utilizzo della V.M.D. e degli Indicatori di Qualità per lo studio delle lesioni da decubito.

Esperienze4 2004; 19: 9-26

Abstract: le lesioni da decubito rappresentano uno degli Indicatori universalmente riconosciuti per la valutazione della Qualità dell’assistenza medico-infermieristica erogata in regime ospedaliero. Presso il nostro Reparto di medicina lungodegenza si è soliti valutare tutti i Pazienti tramite la Valutazione MultiDimensionale e numerosi Indicatori di Qualità da noi definiti ed in questo lavoro sono stati analizzati i decubiti proprio con questi particolari strumenti. Si è potuto evidenziare come questi ultimi risultino idonei al fine di valutare e quantificare portatori, rischi, prognosi e predittività delle lesioni. In particolare risultano particolarmente significativi il Test di Norton (punteggio totale ma anche i singoli punteggi relativi a condizioni generali, incontinenza, deambulazione e motilità), l’ADL, la Scala di Valutazione del rischio di caduta, la cateterizzazione e a sua mancata rimozione, nonché, per situazioni particolari, la mortalità, l’incidenza del sesso maschile e la durata della degenza, oltre che il ricorso a trattamenti particolari e l’incidenza di fenomeni avversi.

 

9)       Giuliani G.C., Palazzi L., Venti C., Cena S.A.:

Definizione di un Protocollo di Attività rivolte ai Caregivers di Pazienti ricoverati in un Reparto di Medicina Lungodegenza.

Geriatria3  2003; Suppl. al Vol. XV; 2: 255-256

Abstract: La gestione dei Caregivers rappresenta uno dei problemi emergenti nel corso della routinaria attività medica dei Reparti di Degenza. Tale contributo definisce il Protocollo attivato presso una Medicina Lungodegenza con la descrizione delle attività rivolte esclusivamente ai Caregivers.

 

8)       Giuliani G.C., Palazzi L., Venti C., Cena S.A.:

Realizzazione di una Progettazione finalizzata alla riduzione del numero delle lesioni da decubito di nuova insorgenza ed al miglioramento di quelle già presenti all’ingresso.

Geriatria3  2003; Suppl. al Vol. XV; 2: 252-254

Abstract:  e’ da sempre noto come uno dei principali parametric per la valutazione dei Livelli Quali e Quantitativi dell’Assistenza Medico-Infermieristica in Strutture Opsedaliere sia rappresentato dall’Incidenza di Nuove Lesioni da Decubito. Questo vale soprattutto per le strutture ad indirizzo geriatrico come la Casa di Cira Villa Iris, Accreditata per Ricoveri in Reparti di Medicina Lungodegenza e Medicina Riabilitativa e presso la quale vengono ospitati per periodi medio-brevi Pazienti portatori di patologie acute\post-acute e patologie croniche riacutizzate, tutte particolarmente invalidanti. Presso tale Struttura non stupisce come sia compresa tra il 20 ed il 40%  la percentuale di Pazienti che vengono ricoverati con (all’ingresso) 1 o più lesioni da decubito. Nell’ambito delle Progettazioni relative al Sistema Qualità (Certificazione ISO:9001) questa UOA ha deciso di stabilire un preciso Protocollo attinente a tale tematica assistenziale.

 

7)       Giuliani G.C., Menduni T., Fulgido G.F., Venti C., Bongioanni R.:

Le infezioni delle vie urinarie inferiori nei pazienti geriatrici a rischio per piaghe da decubito.  Nota II: Valutazione di cinoxacina e ciprofloxacina.

Gazz Med Ital Arch Sci Med1 1994; 155: 197-205

Abstract: L’associazione tra farmaci antipertensivi e depressione è riconosciuta da oltre 30-40 anni. Più recentemente gli studi sul ruolo dei neurotrasmettitori nell’eziologia della depressione hanno facilitato a capire come tali farmaci causino depressione. Molte delle sostanze antipertensive, infatti, interferiscono con questi sintomi, primi fra tutti la reserpina, l’alfa-metildopa, ed, in misura minore, clonidina, guanetidina, idralazina e prazosina. Diuretici, calcio-antagonisti ed ACE-inibitori mostrano la minore associazione con la depressione, risultando così di prima scelta quando tale patologia sia a rischio. Tutti i Pazienti che ricevono farmaci per curare l’ipertensione arteriosa dovrebbero, inoltre, essere valutati periodicamente per la depressione, e se questa si manifesta dovrebbe essere sospesa e variata la terapia, sospettando un significativo ruolo nell’eziopatogenesi.

 

6)       Giuliani G.C.:

La Depressione Farmaco-indotta I Farmaci antipertensivi

Gazz Med Ital Arch Sci Med1 1994; 153: 189-195

Abstract: Le infezioni delle vie urinarie rappresentano le principali infezioni nosocomiali. Tra i loro fattori di rischio abbiamo considerato la sindrome da immobilizzazione e, prendendo come riferimento una nostra precedente nota, abbiamo studiato 100 pazienti geriatrici (67 femmine e 33 maschi) a rischio per piaghe da decubito con urocoltura positiva e superiore a 106 per un solo batterio. Il loro antibiogramma è stato questa volta analizzato utilizzando due chinolonici (cinoxacina e ciprofloxacina) non testati in precedenza ed il loro comportamento è stato contemporaneamente confrontato con 4 antibiotici (gentamicina, netilmicina, norfloxacina e nitrofurantoina) risultati precedentemente tra i più attivi. Tra i batteri isolati l’Escherichia  Coli è risultata significativamente prevalente nel sesso femminile, mentre nel sesso maschile tale comportamento è stato mostrato dallo pseudomonas (p minore di 0,05). Tale prevalenza, pur non significativa, si è mostrata nei singoli sottogruppi. Le infezioni isolate hanno mostrato una sensibilità contenuta, magiore nelle femmine rispetto agli uomini (p minore di 0,001), nell’Escherichia Coli e Proteus rispetto a Pseudomonas e Gram +. La cinoxacina ha mostrato scarsa efficacia verso tutti i batteri isolati, specie lo Pseudomonas, mentre la ciprofloxacina ha ottenuto buoni risultati, simili alla norfloxacina. Globalmente però gli aminoglicosidi hanno significativamente prevalso sui chinolonici, specie nei confronti dello pseudomonas.

 

5)       Autori Vari:

Studio Multicentrico sull’efficacia di nimodipina in pazienti post-ictali in trattamento riabilitativo.

Nuova Rivista di Neurologia2 1993; Vol. 3, Agosto 1993: 1-12

Abstract: Sono presentati I risultati ottenuti con l’impiego di nimodipina (90 mg\die x os) in un’ampia casistica di pazienti cerebrolesi vascolari post-ictali, seguiti con terapia riabilitativa, in 4° centri nazionali. All’inizio della sperimentazione e 1 3, 6 e 9 mesi, sono state attuate valutazioni di tollerabilità ed efficacia (clinica, neuro-psicologica). L’elaborazione statistica dei risultati ha messo in evidenza la significativa efficacia di nimodipina nell’ottimizzare, durante trattamento, alcune abilità cognitive. Tale azione perdurava nel tempo nel tempo, dopo sospensione del trattamento; emergeva un effetto “carry over” della molecola sulla capacità di apprendimento, strettamente correlate agli eventi riabilitativi. Venivano confermati tollerabilità ed attività di nimodipina a livello neurologico e psicofarmacologico in ambito neuro riabilitativo. 

 

4)       Giuliani G.C., Menduni T., Venti C., Fulgido G.F.:

Le infezioni delle vie urinarie inferiori nei pazienti geriatrici a rischio per piaghe da decubito.

Gazz Med Ital Arch Sci Med1 1993; 152: 337-48

Abstract: le infezioni delle vie urinarie rappresentano le principali infezioni nosocomiali. Tra i loro fattori di rischio abbiamo considerato la sindrome da immobilizzazione studiando 500 casi (157 M + 343 F) relativi a pazienti geriatrici a rischio per piaghe da decubito con urocolture positive e superiori ai 106 per un solo batterio, ed il loro antibiogramma analizzando 24 antibiotici classici. Nella maggior parte cateterizzati, ipertesi e non diabetici i nostri pazienti hanno presentato uno di questi fattori di rischio nell’80% dei casi. La presenza del diabete mellito, da solo o in associazione con ipertensione e\o catetere, ha rappresentato una discriminante fra i due sessi, risultando significativamente prevalente in quello maschile. Undici sono stati i batteri isolati con prevalenza dell’Escherichia Coli nel sesso femminile. La cateterizzazione ha favorito le infezioni da Pseudomonas e l’ipertensione quelle non da Escherichia Coli. Minor influenza ha invece rivestito il diabete mellito. Lo Stafilococco ed i Gram + sono risultati significativamente presenti nei maschi ipertesi. I 24 antibiotici studiati hanno mostrato un’attività globalmente deludente, con una sensibilità nei loro confronti del 47,3%, confermando il ruolo fondamentale della prevenzione nelle infezioni delle vie urinarie dei Pazienti a rischio. Gli aminoglicosidi sono risultati i più attivi, seguiti dai chinolonici, dalle cefalosporine, dalle penicilline e dagli altri antibiotici. Maggiore sensibilità hanno presentato le infezioni da Escherichia Coli, mentre maggior resistenza è stata mostrata da quelle da pseudomonas. E’ stata inoltre studiata l’attività dei singoli antibiotici nei confronti dei principali germi studiati.

 

3)       Giuliani G.C., Menduni T., Venti C., Silvestro M.:

Il 2-3 DPG intraeritrocitario  nel post-ictus ischemico in geriatria. Osservazioni Preliminari.

Gazz Med Ital Arch Sci Med1 1992; 151: 49-55

Abstract: Il 2,3-DPG è oggi considerato uno dei principali fattori condizionanti l’attività emoglobinica per l’ossigeno e la cessione di questo ai tessuti: mentre il suo aumento condiziona una maggiore ossigenazione tessutale, la sua riduzione provoca effetti opposti. Dopo aver ricordato i principali aspetti fisiopatologici di tale fosfato organico, gli Autori segnalano alcune loro (preliminari) osservazioni sulla correlazione tra il 2,3-DPG e l’ischemia cerebrale acuta in età geriatrica. Nei 22 Pazienti con ictus studiati, la media del 2,3.DPG è risultata significativamente più al1ta rispetto al campione di controllo, costituito da Pazienti cerebrovascolari cronici di pari erà, rappresentando, con ogni probabilità, un meccanismo di compenso all’evento ischemico.

 

2)       Giuliani G.C., Fumelli T., Merli P., Pepi R.:

La Depressione in Medicina Interna. L'Ictus Cerebrale

Minerva Medica1 1991; 82: 281-4

Abstract: Despite the fact that it is one of the main and most common neuropsychological complications of cerebral ictus, depression is often overlooked and at times even mistaken for poor motivation, above all in patients with marked speech disorders. Several factors (organic, psychological, social, etc.) contribute to depression and for this reason simple pharmacological treatment is often not sufficient. The paper discusses the most important data taken from the literature relating to this topic.

 

1)       Giuliani G.C., Fumelli T., Pepi R., Zanfei A., Silvestro S.:

I fattori di rischio dell'ischemia cerebrale acuta in geriatria. Osservazioni Personali.

Minerva Medica1 1991; 82: 267-80

Abstract: Risk factors for acute cerebral ischemia in geriatrics were assessed in two groups of 100 patients by comparing anamnestic data (based on a personal questionnaire) to laboratory data. The first group included patients affected by ischemic ictus not more than 45 days prior to the start of the study; the second group comprised geriatric subjects whose clinical characteristics were considered "normal for their age". The study took into account both the quality and quantity of findings. It was observed that risk factors play a more important role in women. Arterial hypertension, cardiopathies, cerebrovascular symptomatology, drug therapy, hyperfibrinogenemia and the number of red blood cells were the most important risk factors, followed by hematocrit, hemoglobin, total cholesterol and ATS ratio. The importance of the familiar factor for women and the lack of a role for HDL cholesterol in men were underlined.

Legenda

1

Rivista del Gruppo Minerva Medica – Torino

2

Rivista del Gruppo Il Pensiero Scientifico – Roma

3

Rivista Ufficiale della SIGOT - Società Italiana di Geriatria Ospedaliera e Territoriale

4

Rivista del Gruppo Edizioni Universitarie Romane – Roma

5

Periodico Ufficiale della PTE Expo – Bologna

6

Rivista Ufficiale della Società Scientifica ACSA-onlus

7

Rivista Ufficiale dell’AICU – Associazione Italiana Ulcere Cutanee

8

Rivista Ufficiale della SIGG – Società Italiana di Geriatria e Gerontologia

9

Rivista della Società AV Eventi e Formazione

10

Geriatria ExtraOspedaliera - Rivista della Associazione Geriatri ExtraOspedalieri

11

Rivista dell'Ordine dei Medici di Torino

 

Aggiornato il 01-06-2017 alle ore 23:23:24

Verificato il 01-06-2017 alle ore 23:23:40

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